Tribunale, circo o chiesa? Le prime basiliche cristiane

Tribunale, circo o chiesa? Le prime basiliche cristiane

Parlando di basilica tutti, arcadici o meno, abbiamo più o meno un’immagine definita di ciò a cui ci riferiamo: un edificio religioso cristiano, solitamente di grandi dimensioni, ricco di sculture e decorazioni  (magari conoscendo Roma abbiamo a modello le tipiche e sfarzose chiese barocche, presenti un po’ ovunque in centro). Tuttavia se vogliamo risalire al modello originario occorre fare un grosso salto indietro nel tempo, ben prima della nascita del cristianesimo.

Basilica di Massenzio

I Romani avevano un luogo ben preciso dove riunirsi, una valle tra Campidoglio e Palatino, punto d’incontro tra gli abitanti dei sette colli: il Foro. A partire dall’età repubblicana in questo spazio sorgono i primi edifici dedicati all’amministrazione della giustizia e agli affari, nonché a tutte le attività normalmente svolte all’aperto, su modello dell’architettura greca. Uno di questi ancora visitabile, per quanto in stato di rudere, è la basilica Aemilia, ma se si vuole ammirare una basilica civile ancora in piedi basta spostarsi di qualche metro per trovare l’imponente costruzione voluta dall’imperatore Massenzio nel IV secolo, e in seguito rimaneggiata dal suo successore e vincitore  Costantino con l’aggiunta di un abside e di una statua colossale col suo volto.

Fu proprio Costantino a dotare la città di Roma di un nuovo spazio pubblico, dove la crescente comunità cristiana poteva riunirsi e celebrare la liturgia. Alcuni di questi edifici prendevano spunto evidente dalle basiliche civili, come la basilica Salvatoris (oggi San Giovanni in Laterano) San Pietro e San Paolo, mantenendo una navata centrale più grande e due o quattro laterali più basse e strette, con un’abside sul fondo.

Basilica Apostolorum sulla via Appia

Altre basiliche, sorte fuori dalle mura urbane in vicinanza dei cimiteri, luoghi di sepoltura dei martiri cristiani, elaborarono una nuova forma e una pianta funzionale, oltre che alla liturgia, alla venerazione dei santi e ad ospitare sepolture: tra queste vennero erette al tempo di Costantino le basiliche dedicate agli Apostoli sull’Appia (oggi San Sebastiano), a San Lorenzo in Verano, ai Santi Marcellino e Pietro sulla via Labicana. Persa la loro originaria funzione, questi edifici vennero in seguito ricostruiti su modello delle altre basiliche, ma ne restano varie tracce (ad esempio presso la via Nomentana, della prima basilica di Sant’Agnese), alcune furono riscoperte due o tre secoli fa ma interpretate come stadi o circhi romani, da cui venne elaborato il termine basilica circiforme.

Rielaborazioni fantasiose nel Settecento

Una storia lunga due millenni ha dunque portato alle basiliche attuali, tra sperimentazioni e monumentalità.

Con Arcadia a Villa Celimontana

Con Arcadia a Villa Celimontana

Sabato 16 settembre festeggeremo il compleanno di Arcadia nella cornice di Villa Celimontana.

Parliamo un po’ della sua storia …

L’area su cui si estende la villa, intorno alla chiesa di Santa Maria in Domnica, occupata in epoca medievale e nel primo rinascimento da orti e vigneti, fu acquistata verso la metà del ‘500 da Giacomo Mattei, che la diede in dote alla figlia Claudia, sposa e cugina di Ciriaco Mattei, artefice della profonda trasformazione del luogo. Oltre a estendere la proprietà infatti, trasformò la vigna in un giardino ricco di statue e di fontane.

I lavori ebbero inizio probabilmente nel 1572, ma la costruzione del casino, tradizionalmente assegnata nella fase iniziale a Jacopo Del Duca, allievo di Michelangelo, prese avvio solo dopo il 1577.

Nel 1624 la villa passò ad Asdrubale, fratello di Ciriaco e da lui al figlio Girolamo che, alla morte del padre rimase l’unico proprietario di un notevole patrimonio di beni e possedimenti. Diede allora nuovo incremento ai lavori di risistemazione della villa, acquisendo nuovi terreni dalla parte di SS. Giovanni e Paolo e dotandola, tra il 1645 e il 1648, di nuove fontane, la “fontana dell’Aquila” e la “fontana del Tritone”, entrambe disegnate da Gian Lorenzo Bernini, oggi non più esistenti.

Dopo vari passaggi di proprietà, la palazzina Mattei, consegnata al suo definitivo assegnatario, la Regia Società Geografica Italiana, dopo alcuni lavori di sistemazione, il 7 giugno 1926 fu inaugurata come sede di quell’Istituto. Il parco intanto veniva destinato a verde pubblico. Al suo interno è possibile ammirare numerosi reperti di varie epoche ed origini, fra questi, l’obelisco egizio diRamsete II, popolarmente detto “spiedino”, proveniente dalla spoliazione del Tempio del Sole Eliopoli, originariamente sistemato nel Santuario di Iside Capitolina, il Senato lo donò nel 1582 a Ciriaco Mattei.

Arrivano i nuovi eventi!

Arrivano i nuovi eventi!

La pausa estiva è il momento migliore per pensare a tutte le nuove attività di Arcadia!

Da settembre, infatti, riprenderanno tutti i nostri appuntamenti, e tra conferme e novità, stiamo, preparando per voi un anno ricco di emozioni! L’inizio dei nuovi eventi coinciderà, coma da tradizione, festeggiando Arcadia, siete tutti invitati a Buon compleanno Arcadia! Quale occasione migliore per consegnare la nuova tessera di socio onorario. Chissà chi sarà in questo nuovo anno?!

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Non solo numeri

Non solo numeri

Con Archeogiochiamo alle Terme di Caracalla, la programmazione di Arcadia fa una pausa, e come tutte le attività a lungo termine, anche per noi è giunto il momento di fare qualche piccolo bilancio. Il nostro punto di inizio è “Buon compleanno Arcadia” del 17 settembre 2016 e il nostro punto di arrivo è, appunto, “Archeogiochiamo alle Terme di Caracalla” del 2 luglio 2017.

L’appuntamento per festeggiare il compleanno di Arcadia è diventato il punto di inizio per la nuova programmazione che si sviluppa per gran parte dell’anno. Oggi vi racconterò alcuni momenti del dietro le quinte degli eventi firmati Arcadia e vi darò alcuni numeri per comprendere meglio chi siamo e cosa facciamo.

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Una notte al museo con Arcadia

Miao a tutti! Sono Plotina, gatta archeologa e appassionata di storia antica. Oggi ho un consiglio per voi. Come fare per avere l’impressione di rivivere nella Roma antica anche se intorno infuria il traffico e la frenesia? Semplice: visitate con Arcadia i Mercati di Traiano! Attraversiamo la Grande Aula e diventiamo una schiera di piccoli archeologi e topografi alla scoperta di uno dei siti archeologici più belli di Roma, un luogo che racconta la storia dell’Urbe, dall’epoca degli imperatori fino ad oggi!

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Ad maiora Arcadia!

Ho sempre pensato che sognare è una cosa da fare in grande. Così è stato per Arcadia!

Fin da quando è nata, ho sognato per Arcadia un grande cammino, fatto di crescita e di successi. E piano piano questo sogno si sta realizzando. E’ passato un anno da Appia Family, il nostro primo evento, e di strada da allora ne abbiamo fatta tanta. Ci siamo impegnati, abbiamo coltivato le nostre idee, a volte siamo caduti, ma ci siamo rialzati e più forti e tenaci di prima, e oggi eccoci qui: Appia Family II edizione!

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2770 anni: tanti auguri Roma!

21  Aprile del 753 avanti Cristo, questa è la data attribuita tradizionalmente alla fondazione da parte di Romolo di una nuova città, segnata da un confine sacro e destinata nei secoli futuri a diventare eterna: è la nascita di Roma. A distanza di 2770 anni ancora celebriamo questo avvenimento, nel quale si uniscono elementi mitologici e leggendari (Romolo era figlio di Marte e discendente di Venere) a dati storici e archeologici di notevole importanza, come la scoperta della Regia, l’antica dimora del Re di Roma nel Foro romano, o l’individuazione di alcuni tratti del Pomerio, il tracciato che limitava originariamente la città entro un preciso perimetro sul colle Palatino (la cosiddetta Roma quadrata), oltre alle tracce dell’ esistenza di un sepolcro di Romolo: tutti particolari che accendono il dibattito sull’origine di Roma e mantengono sottile e permeabile il confine tra storia e leggenda. Read more

Il mito d’Arcadia nella letteratura

Giorgione, La tempesta, 1506-1508

Sogliono il più delle volte gli alti e spaziosi alberi negli orridi monti dalla natura produtti, più che coltivate piante da dotte mani expurgate negli adorni giardini, a’ riguardanti aggradare; e molto più per i soli boschi i selvatichi ucelli, sovra i verdi rami cantando, a chi gli ascolta piacere, che per le piene cittadi, dentro le vezzose e ornate gabbie, non piacciono gli ammaestrati”

Inizia con questi versi l’Arcadia di Jacopo Sannazaro.

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